Salesian Sisters of don Bosco
P.O.BOX 112 - ZWAY
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ZWAY - ETIOPIA EMERGENZA FAME

ultimo aggiornamento
4 aprile 2007


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David Blumenfeld

Per problemi o informazioni supplementari, scrivere a info@salesianezway.org

Suor Elisa ed una bimba denutrita.Gennaio 2003 : L'Etiopia si trova a vivere, ancora una volta, una catastrofe fatta di corpi scheletrici e facce scavate. Uno scenario che rischia di superare per gravità le devastanti carestie che colpirono il Paese nel 1972, 1974, 1984 e 1989. Le piogge quest'anno sono arrivate con 30 giorni di ritardo e sono terminate con 45 giorni di anticipo. Una situazione analoga si presentò nell'84 e nell'89 quando il Paese venne colpito da due delle peggiori carestie che si ricordino. Solo che allora i raccolti dei 2-3 anni precedenti erano stati quanto meno soddisfacenti, quest'anno invece, al quadro meteorologico bisogna aggiungere il fatto che gli ultimi raccolti sono stati scarsissimi e che l'ultima grande carestia ha colpito il Paese solo due anni fa. Tutti segnali che preannunciano una catastrofe di dimensioni immani.

La cittadina di Zway Zway è una cittadina 160 chilometri a sud di Addis Abeba, sull'omonimo lago. Un centro abitato che nacque per volontà del dittatore Mengistu Haile Mariam il quale la scelse come capoluogo, data la posizione piuttosto centrale. Una decisione politica che, in appena 15 anni, cercò di trasformare un villaggio di poche migliaia di persone in una grande città, in realtà, ora, una baraccapoli di 50-60mila abitanti.

Zway si trova ad affrontare uno strano destino. Uno stupendo sogno, pianificato ma mai realizzato, che negli ultimi anni si è andato trasformando in un incubo. Un sogno mai realizzato, costruito in una delle peggiori località, dal punto di vista climatico, dell'intero Paese. Pur sorgendo sulle rive di un grande lago, l'area semi-arida è infatti considerata a costante rischio fame. Le statistiche degli ultimi tre anni mostrano la continua carenza alimentare. L'ultima siccità ha portato alla missione un gran numero di bambini ridotti a pelle e ossa. Alemitu, una bambina di 18 mesi, pesava solo 4,900 Kg quando è arrivata, un pugnetto di ossicini ormai quasi senza vita. Tzehai, sette anni superava a malapena i 10 chilogrammi, da mesi era incapace di reggersi in piedi, si attaccava ancora al seno della mamma. Hosen, un maschietto di 8 mesi, pesava 4,200 Kg!. Solo pochi nomi, alcuni di una lunga, interminabile lista. Una lista che non ha mai subito flessioni, che non ha mai neanche accennato a diminuire. Il criterio per accettare questi bimbi nel quotidiano programma nutrizionale che la nostra missione offre è che siano almeno 40% sottopeso! Un criterio molto severo, altrimenti 70/80 % dei bambini di Zway e villaggi limitrofi si ritroverebbero con diritto di accesso!

L'immediato futuro è, ancora una volta, preoccupante. Le associazioni degli agricoltori avevano previsto e pianificato che il raccolto ottenuto dai campi dell'area si sarebbe aggirato intorno ai 360mila quintali. Il raccolto effettivo è stato di soli 6.676,5 quintali. Oltre 50 volte meno del previsto. Con questo raccolto potranno essere mantenute in vita circa 12mila persone per 3 mesi (da ottobre a dicembre) mentre ne rimarranno escluse altre 100mila. Tra tre mesi l'intera popolazione dell'area di Zway sarà alla fame, per un totale di 121.000 persone. Nei villaggi, la situazione è già desolante. Gli uomini validi hanno lasciato i villaggi, alla ricerca di acqua e pascoli per assicurare la sopravvivenza del bestiame. A casa sono rimasti solo donne, vecchi e bambini, circondati da tonnellate di terra riarsa che il vento trasforma in enormi mulinelli di polvere e morte. I piccoli granai di rami e fango che affiancano le capanne sono crollati. Nessuno si è preoccupato di rinnovarli per i nuovi raccolti, promesse mancate, riarsi nei campi quando il grano iniziava a formarsi nascosto nelle barbe della pannocchia. Non è stata raccolta neppure la semente sparsa tra le lacrime all'inizio della stagione delle pioggie. Il tieff, il piccolo grano per fare la injera, il tradizionale pane etiopico, non è stato neppure falciato: le spighe sono completamente vuote.

Il governo etiope si è appellato alla comunità internazionale, chiedendo 2 milioni di tonnellate di aiuti alimentari, ma al momento nessun donatore si è ancora fatto avanti. A causa della grande crisi alimentare che colpito i Paesi dell'Africa australe, “l'Etiopia e le altre Nazioni del corno d'Africa stanno ricevendo minori attenzioni”, ha dichiarato recentemente Wagdi Othman, portavoce del Programma mondiale alimentare (Pam) dell'Onu.

Gli aiuti? Finora il Governo ha mandato 100 quintali di faffa (farina vitaminizzata, spesso usata nel Paese in caso di carestie). 100 quintali per oltre 100 mila persone, vuol dire neanche un etto di faffa a testa! Noi continuiamo a sperare. Speriamo di poter continuare e allargare al massimo il numero di persone da assistere con il nostro programma alimentare che, quotidianamente, assicura un pasto a quasi 4mila bambini. Il mondo potrebbe aiutarci a moltiplicare questi numeri  potrebbe aiutarci ad offrire una scodella di faffa in più ogni giorno. Sperando così di riuscire a salvare il maggior numero di bambini possibile!

La situazione si sta aggravando giorno dopo giorno. E' urgente prevenire il peggio. Lo spettro della morte comincia ad avvicinarsi, soprattutto le bambine: bastoni secchi vestiti di stracci. Quando i bambini stanno troppo male ci vuole un sacco di soldi per tirarli fuori dalla morte. Adesso basterebbe DARE DA MANGIARE !!!!

Per la sopravvivenza di un bimbo è sufficiente mezzo Kg di faffa ed un litro di latte al giorno. Negli ultimi giorni la forte crescita nella richiesta di aiuti, da parte della gente dei villaggi, ha portato i nostri magazzini ad essere inesorabilmente VUOTI , e così pure la cassa ! Serve un aiuto immediato.

Chiunque voglia dare il proprio aiuto, può farlo versando un’offerta direttamente qui in Etiopia tramite bonifico bancario alle coordinate

Commercial Bank of Ethiopia
filiale di Addis Abeba, Ethiopia
conto intestato a Salesian Sisters of Zway
codice SWIFT CBETETAA
N. 01704 / 172885 / 00

oppure rivolgendosi a il VIDES (volontariato internazionale donna educazione sviluppo)

VIDES ITALIA - Via San Saba, 14
00153 ROMA
Tel. 06/5750048 - Fax 06/ 5750904
http://www.videsitalia.it

Il VIDES sta sostenendo la nostra iniziativa. Essendo un’associazione ONG e ONLUS (ONG riconosciuta dal MAE con decreto D.M. N° 1991/128/001017/6 dell’08.04.1991), offre la possibilità di usufruire della detrazione fiscale ai fini IRPEF.
In questo caso è possibile devolvere le proprie offerte tramite

  • Bonifico bancario
    VIDES -  conto n. 106534   ABI  3589   CAB 1600
    RASBANK P.zza Erculea, 15 - 20122  MILANO

  • c/c  postale  n° 85239002, intestato a
    VIDES - Via dell’Ateneo Salesiano, 81  -  00139  ROMA   (RM)

specificando la causale EMERGENZA FAME – ZWAY  e inviando il Codice Fiscale o la partita IVA.  A chiusura dell’anno contabile, verrà automaticamente mandata la dichiarazione dei versamenti effettuati ai fini della detrazione fiscale.

E’ anche possibile ottenere il modulo per la richiesta di detrazione fiscale scaricandolo dal sito.

In questa situazione di emergenza crediamo che sia possibile fare qualcosa altro che sia lamentarsi dei Governi del mondo...

Stamattina è arrivato un bambino alla missione; sr. Nieves, una giovane suora spagnola arrivata a Zway da solo 4 mesi, ne è rimasta sconvolta: "Cose così le avevo visto solo nelle foto!", ha esclamato.

Certo, è diverso vedere "cose così" dal vero, prendere in braccio questi bimbi e sapere che la loro vita di fatto dipende da te, DA UNA TUA DECISIONE!

Noi, suore salesiane di Zway non abbiamo timore di lasciarci sconvolgere dalla realtà. Quello che ci spaventa è che, pur vivendo a Zway, ANCHE NOI potremmo far finta che fame e morte siano realtà lontane. La nostra decisione è, ancora una volta, SI' ALLA VITA!!!!

Ma abbiamo bisogno del TUO AIUTO.

Basta poco: per nutrire un bambino e prevenire lo spettro delle conseguenze della fame è sufficiente una scodella di faffa al giorno, ossia un quintale di faffa (3 hg. di faffa al giorno x 300 giorni, ossia 10 mesi), pari al valore di circa 90 Euro. Per salvare un bambino gravemente segnato dalle conseguenze della fame è necessario anche il latte: una scatola di latte da 2,500 Kg costa circa 15 Euro e basta per 15 giorni (30 Euro al mese, ossia 300 Euro per 10 mesi).

Adesso dipende anche da Te!

Grazie perchè hai il coraggio di crederci! Grazie perchè anche tu sei convinto che tante piccole gocce fanno il mare!

Le suore di Zway

Sr. Giovanna,Sr. Ines, Sr. Elisabeth, Sr. Nieves, Sr. Elisa

LE FOTO
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Settembre 2004
una risposta concreta contro la fame: i pozzi fatti costruire dalle suore di Zway grazie anche all'aiuto di tanti privati

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feeding programme nella missione di Zway

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