Bollettino Lem Lem \ Marzo 2008 |
Carissimi AMICI di Zway,
IL SIGNORE E’ RISORTO!
E’ la più bella notizia che ci possiamo annunciare. E’ il trionfo della vita, della speranza e della forza dell’amore.
E’ la notizia più bella che ci sia: perché nulla è impossibile a Dio. E’ Lui il Signore della Vita, che trionfa sulla morte. La morte, la sfiducia, il pessimismo e l’egoismo sono stati sconfitti!!! Le cose non sono mai come sembrano… lo sappiamo. Nel mezzo di tante notizie che fanno tremare il mondo, sappiamo che la verità è una sola: la Vita e l’Amore sono vincenti! E’ già certo!!! Come possiamo non essere felici?
L’amore è la Verità, la strada per essere felici: il Vangelo lo sta ripetendo da oltre 2000 anni, ma adesso ci si è messa anche la scienza a dargli ragione. C’è più gioia nel dare che nel ricevere, diceva San Paolo. Anche la scienza ripete: DARE E’ MEGLIO CHE AVERE.
Dare è più gratificante che avere: la novità è che lo dice anche «Science»
La prossima volta che vi viene voglia di spendere dei soldi per cose di cui non avete realmente bisogno, fermatevi prima di entrare in un negozio qualsiasi e riflettete: fare della beneficenza potrebbe farvi sentire addirittura meglio. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Science.

LO STUDIO – La ricerca - realizzata dalla psicologa Elizabeth W. Dunn, della University of British Columbia di Vancouver, in collaborazione con gli esperti della Harvard Business School – è stata condotta su un campione di 632 cittadini americani ai quali è stato chiesto di dare un valore al proprio livello di felicità. Questa informazione è stata poi messa in relazione con il reddito dichiarato da ciascun individuo, oltre che con le informazioni rilasciate in merito sia alla spesa media mensile per l'acquisto di oggetti personali che al denaro dato in beneficenza o speso per altri.
MEGLIO DARE – A sorpresa, gli studiosi hanno scoperto una corrispondenza tra i livelli di felicità più alti e maggiore inclinazione al dono: in pratica, quindi, non è più felice chi spende per se stesso, bensì chi usa il proprio danaro per fare regali. Il tutto indipendentemente dal reddito. Per avere ulteriore conferma di quanto emerso dallo studio, i ricercatori hanno poi effettuato due ulteriori indagini, su altrettanti campioni di persone, e in entrambi i casi i risultati hanno confermato che l'altruismo appaga di più. Quindi alla domanda «i soldi fanno la felicità?» potremmo rispondere di sì,
a patto che vengano spesi per gli altri.
(da “Il Corriere della Sera”)
Due anni e tre chili di peso…
Era appena fuori del cancello della missione: un minuscolo fagottino, abbandonato per terra.... Era una bambina: poco più di 3 chilogrammi vestita, per una età di ormai 2 anni. E’ stato lo stesso papà ad abbandonarla. La mamma è morta e lui non sa più che fare...
Le sue condizioni sono disperate: il corpo è ricoperto di puntini rossi, segno che i capillari non tengono più. Dire che è scheletrica, è dire ancora poco. La faccia grinzosa di una vecchia..., i muscoli inesistenti.
Gli occhi e le dita delle manine sono

tutto ciò che riesce ancora a muovere. Ma non ha neppure la forza per afferrare il ditino che le porgiamo. Abbiamo paura a toccarla. Tutto in lei è evanescente, quasi trasparente. Le cartilagini delle mani sembrano di panno, quasi non avesse ossicini o giunture...
Per fortuna non appena le diamo del latte, si attacca al biberon, masticando la tettarella per cercare di ingerire tutto quello che può. Non direbbe mai basta. Ci aspettiamo una bambina con un carattere molto forte: perché ha lottato per la sopravvivenza fino all'ultimo. Purtroppo la lunga esperienza con bambini gravemente malnutriti ci obbliga a... "metterla a dieta". Potrà avere solo 70 gr di latte molto diluito ogni 3 ore (una quantità maggiore di calorie potrebbe trasformarsi in una letale bomba calorica). La piccola, cui abbiamo dato il nome di Hana, non prende la cosa molto bene. Riesce a riposare molto poco e si lamenta per almeno tutta l'ultima ora che la separa dal pasto... Non si può dire che pianga, perchè non ne ha la forza. E' più un rantolo, il lamento come di un gattino....
Adesso, a poco più di una settimana dal suo arrivo, sta molto meglio. Ha già guadagnato qualche centinaio di grammi e ha la forza di sollevare un po' il berrettino che le cade sugli occhi o... afferrare un pezzetto di pane e portarselo alla bocca. Non appena vede qualcuno che mangia, comincia a lamentarsi... fintantoché non ottiene la sua briciola di pane... Ci vorranno mesi prima che Hana raggiunga un peso adeguato e anni prima che recuperi gli anni persi... Da parte nostra ringraziamo il Signore per questa bambina salvata. Ma quanti sono quelli che non ce la fanno?
Un’altra bambina abbandonata
E’ passata solo una settimana dall’arrivo di Hana.
Verso mezzogiorno troviamo un’altra

bimba abbandonata al cancello della missione, avvolta in due straccetti.
E’ decisamente in condizioni migliori rispetto a Hana. A prima vista dimostra due mesi di vita, ma una osservazione più attenta scopre che potrebbe avere anche 7/8 mesi.
Solo non ha avuto la possibilità di crescere.
Poche settimane fa era stata la volta di Daniel, abbandonato sulla strada il giorno dopo il parto...
Un lettino per i bambini gravemente malnutriti
Finalmente è diventata realtà: la costruzione per i bambini gravemente malnutriti! Finalmente loro, i bambini gravemente malnutriti potranno... essere curati in un lettino!
La prima bambina malnutrita arrivata alla missione, Alemitu, aveva 18 mesi e pesava kg 4,900. Ci sembrava impossibile vedere una bimba così scheletrica... Ma nel tempo ci siamo abituati anche a peggio... a molto peggio! Avevamo fatto fronte al crescente numero di bambini malnutriti con una tettoia, come soluzione temporanea per... un problema temporaneo. Ma... a distanza di ben dieci anni i bambini scheletrici continuano ad arrivare con una costanza impressionante: 2 o 3 nuovi per settimana, fino ad arrivare anche 2 o 3 al giorno nei periodi di punta.
E così che abbiamo deciso di offrire una accomodazione più dignitosa a bimbi che, se fossero in Italia, sarebbero ricoverati con tanto di ambulanza a sirene spiegate..., avrebbero una culla termica e una assistenza continua in un reparto pediatrico, con analisi costanti per fare il punto sulla situazione... Dalla prossima settimana anche da noi avranno a disposizione… un lettino! Per molti di loro forse l'unico lettino della loro vita…
Un pasto al giorno: la soluzione per tanti problemi
La vita a Zway sta diventando sempre più difficile. Il Paese si è aperto al libero mercato e... i prezzi hanno cominciato a lievitare a ritmo continuo, quasi frenetico. Il tieff, il cereale base qui in Etiopia, ha raddoppiato di prezzo. Il sale, che costava un birr al chilo, adesso costa otto birr.... E la gente ha sempre più fame.
La scodella di faffa (farina di grano duro, con la quale si cuoce una polentina arricchita di latte, zucchero, sali minerali, proteine e vitamine) a scuola è, per tanti bambini un alimento vitale. Ma da qualche mese siamo state costrette a pensare anche… alla cena. Sono troppi i bambini che a casa non hanno nulla da mangiare. All’inizio erano poche decine. La scorsa domenica abbiamo fatto passare la voce anche all'oratorio e i risultati non si sono fatti attendere: la sera successiva ci siamo ritrovate con oltre 150 bambini! Non è difficile prevedere che... i numeri aumenteranno!
L’attrattiva della strada
Una sera c’è un nuovo ospite: è un bambino tutto sporco e stracciato; dice di avere 7 anni, ma siamo certi che ne abbia almeno dieci. Ci dice che conosciamo la sua famiglia e sappiamo anche dove abita: siamo state a casa sua una sera, a portare a casa suo fratello Mohamed...
La storia inizia circa due mesi fa, quando ci siamo sentite chiamare per nome nel cuore di Addis Abeba... Si trattava di alcuni ragazzini di Zway... Promettiamo loro di tornare alla sera, con del cibo. Ma quella sera, non troviamo più nessuno… Qual è la nostra sorpresa quando, dopo qualche istante dal nostro arrivo, vediamo un tombino che si apre e un ragazzino comincia ad affacciarsi alla superficie. Salgono uno dopo l'altro... una decina in tutto. Qualcuno piange e dice che vuole tornare a casa. Tra di loro, Mohamed. E’ tornato a Zway e ha ripreso la scuola, ma durante le vacanze del primo semestre la voce della strada ha avuto il sopravvento…
Due settimane fa, la sua mamma è andata a cercarlo, assieme al nostro autista. Quale la nostra meraviglia quando, alla sera, lo vediamo arrivare... assieme a un’altra decina di amici! Solo tre di loro avevano una famiglia. Per tutti gli altri... la famiglia era la strada!
Ma la mattina dopo Mohamed ha scelto ancora una volta la strada! Speriamo che questa cena aiuti almeno il fratellino a credere che nel mondo c’è un posto anche per lui e che anche per lui c’è AMORE.
BUONA PASQUA
Le Suore di Zway