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Salesian Sisters of don Bosco |
Bollettino
Fame |
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Sabato 24 Maggio 2003
Raggiunta quota 8200! 8200 sono i bambini e le mamme che vengono a mangiare tutti i giorni. Da tre mesi a questa parte, oltre alla scodella di faffa, i bambini ricevono anche un bel bicchierone di latte. I più malconci, anche due o tre... Il latte, alimento ricco e completo, è la miglior prevenzione delle malattie. Così è per i bambini di Zway e dintorni. Diversa è la situazione per i villaggi più lontani, da dove la gente non può venire tutti i giorni. Qui i segni della fame sono fin troppo evidenti: a cominciare da marzo arrivano alla missione bambini macilenti, magrissimi, ridotti a scheletrini viventi. La realtà ha superato ogni aspettativa. Non si riesce mai ad abituarsi alla vista di questi bimbi. Sono i nostri bimbi. Quegli stessi che, qualche parallelo in su, avrebbero tutti i diritti! Il Therapeutic Feeding Programme Arrivano da lontano e anche molto lontano, scheletrini viventi. Spesso i genitori si muovono quando è troppo tardi.... Questi bimbi sono di due tipi: · quelli marasmici: i tipici bambini denutriti, con facce scheletriche e occhi scavati. Cibo e medicine di solito aiutano il bimbo a farcela. · quelli con kwarshkiorw: arrivano gonfissimi. Fatima, una bimba di 4 anni di Bulbula, non riusciva neppure ad aprire gli occhi. Il fisico è debilitato e gli organi interni soffrono di malfunzionamento generale. Sono i casi più gravi. Quando il bimbo comincia a migliorare, perde i liquidi in eccesso e a quel punto l'equilibrio del fisico diventa critico. E' il momento in cui il bimbo potrebbe morire. A marzo Angela, una volontaria spagnola, ha cominciato a tenere qui tutto il giorno uno di questi bimbi critici. In poco tempo i casi si sono moltiplicati, passando da 3 o 4 nuovi casi per settimana a 5/7 al giorno. Vengono anche da lontanissimo, anche da 40/70 Km di distanza. E' il tam tam della disperazione che ha fatto passare la voce... Purtroppo come Suore Salesiane, esperte in educazione, sappiamo ben poco di sanità. I Medici Senza Frontiere dell'Olanda, esperti in Therapeutic Feeding Programme, hanno accettato di lavorare con noi, per organizzare il campo e insegnare ai nostri lavoratori cosa si deve fare. Anche per noi tutto è una scoperta continua, a cominciare dal latte potenziato con l'aggiunta di olio e zucchero. Diventa un alimento nutrientissimo, che aiuta a guadagnare peso in fretta. A ogni bimbo viene data una quantità di latte proporzionata al peso. In poco tempo i bimbi passano da 70 ml. di latte per pasto a 150, 200... E' bello vedere bimbi pelle e ossa diventare delle belle palline rotonde. Quando raggiungono l'85% del peso, vengono dimessi. Dopodichè tornano una volta alla settimana, per il controllo e per portare a casa una razione di cibo settimanale. E la battaglia per la vita continua! "ME L'HANNO RUBATO!" "Ogni bambino ha il diritto alla vita" (Art. 6 dei diritti dei bambini). Ma spesso la morte arriva in punta di piedi... Un lunedì mattina di metà marzo, una mamma arriva con la sua bimba di circa due anni. Ha già gli occhi stralunati, persi nel nulla. L'impressione è fortissima. Muove la manina, alla ricerca di un aiuto, un po' di sollievo. Corriamo a prendere dell'acqua con dello zucchero. Proviamo a dargliene qualche cucchiaino... Troppo tardi: la bimba è già spirata. Due settimane dopo decidiamo di far dormire qui alla notte almeno i bambini più gravi: tre, per la prima notte. Un ragazzo giovane li veglia e li nutre attraverso il sondino: 20 o 30 ml. ogni mezz'ora. Verso il mattino, quando andiamo per renderci conto della situazione, le mamme si svegliano alla luce della torcia. Una tocca il suo bimbo: "Serekubign - esclama - Mi è stato rubato!". Il bimbo è freddo, giace inerme senza vita. Una piccola vita è stata strappata, rubata anzitempo.... Nelle settimane successive la situazione è andata facendosi sempre più drammatica, con una media di un decesso ogni due giorni. Il culmine è stato venerdì, 9 maggio: 3 bimbi se ne sono andati in una sola mattinata. L'unica colpa di uno di questi, una piccolina di 9 mesi, era quella di essere una femminuccia, gemella di un maschietto. Fin dalle prime settimane di vita, la mamma aveva dato la peferenza al bimbo: il primo a succhiare dal seno, il primo a ricevere cibo supplementare, il primo a essere vestito, lavato, curato, guardato, amato... La bimba ha sempre lottato per la sopravvivenza, una lotta tenace... Fino a che si è ammalata. Forse una cosa da poco, ma sufficiente per portarla alla morte. In fondo la sorte di questa piccola era già stata decretata il giorno della sua nascita: si trattava solo di attendere l'occasione opportuna. A un certo punto la mamma avrebbe voluto darcela. Pensavamo stesse scherzando. Adesso siamo certi che era una proposta seria.... La lista dei bimbi che sono mancati fino ad oggi non abbiamo mai voluto farla. Non vogliamo contarli, perchè ne conosciamo i volti, le vicende, le sofferenze, la tenacia con cui volevano vivere. Abbiamo visto con che occhi cercavano il volto delle loro mamme mentre lentamente si stavano spegnendo. Ognuno di loro è una storia... Il diritto di essere un numero... "Ogni bambino deve essere registrato all'anagrafe " (Art. 7). A volte nelle nostre società avanzate ci si lamenta di essere trattati come dei numeri, non come persone. Qui a Zway l'essere un numero sarebbe già una conquista... Il pensiero va a questi bambini che muoiono per fame. Quanti sono? Chi sono??? Quali sono i villaggi più colpiti?? Nessuno sa dare una risposta. Il bimbo comincia a perdere peso. Diventa sempre più magro e muore... Qualcuno scava una piccola fossa nel più vicino cimitero. E tutto è finito. Nessuno saprà mai che il bimbo è nato, nessuno lo conterà tra le vittime della grande fame che ha colpito l'Etiopia nel 2003. A tutt'oggi nella nostra zona non esistono statistiche dei deceduti per fame (o conseguenze della fame)... Essere un numero = una dignità troppo grande... Il diritto alla salute Si spendono molti più soldi per una malattia che ha una mortalità inferiore a quella dell'influenza perchè può interessare i paesi ricchi e non ci si preoccupa dei 4 milioni di morti all'anno per diarrea o dei dieci per malattie infettive perfettamente curabili che però non interessano l'occidente. Senza contare che i morti per SARS non si sono certo verificate in paesi che brillano per l'efficenza dei loro sistemi sanitari. Il centro medico di Zway mette a disposizione due medici e 4/5 infermieri per 60.000 abitanti: una proporzione decisamente inadeguata. Un malato deve pagare 5 birr per fare la carta di registrazione. Le medicine sono a suo carico. Una particolare puntura per la bronchite costa circa 200 birr, l'equivalente del salario di un operaio per un mese... Joseph e il resettlement La storia di Joseph è nata da un sogno... E' finita nella tragedia. Un matrimonio per amore, uno dei pochi in questa zona... Una coppia giovane: lui ha 20 anni e frequenta la seconda elementare; lei 19 anni e frequenta la quinta. Due mesi fa il Governo ha radunato la popolazione di alcuni villaggi, soprattutto i giovani, per una proposta interessante: mezzo ettaro di terreno in una zona molto fertile, oltre a un bue da condividere ogni due famiglie... La proposta è allettante... Un pezzo di terra fertile è il sogno di tutti a Zway, una zona semiarida dove non piove per 9 mesi all'anno... Sono in 800 quelli che partono: 50 persone oer camioncino, una accanto all'altra. Si può portare a bordo solo l'essenziale...: un sacchetto di plastica con i pochi vestiti, qualche bacinella di plastica... Quasi nessuno ha il materasso. Il viaggio dura due giorni e due notti, un viaggio di fortuna... L'avventura dura poco. Dopo diversi tentativi di ottenere quello che era stato loro promesso, molti vogliono tornare a casa. In un ufficio governativo riescono a ottenere una lettera che assicura loro il viaggio di ritorno gratis nei mezzi pubblici. Il nostro giovane è uno di questi. Ancora una volta non viaggia solo: ma al posto della moglie ha un piccolo di una settimana di vita. La giovane sposa è rimasta là. Una settimana prima aveva dato alla giovane il suo primogenito, un bel maschietto, sano e vivo. Tutto è andato bene. Al secondo giorno cominciano a insorgere delle complicazioni, ci vuole la medicina. Ma non c'è nessun posto medico nelle vicinanze. La giovane viene portata a spalle al villaggio più vicino: due giorni di viaggio, a spalla. Non c'è nessun asino o carretto che li possa aiutare. La zona è completamente selvaggia, regno di leoni e babbuini. All'arrivo ormai è troppo tardi... Il nostro giovane, sepolta la sposa, decide di tornare a Zway. E' un viaggio che dura una settimana, supplicando un passaggio a destra e a sinistra. Ci impiega poco perchè il bimbo che ha in braccio desta pena e tenerezza in molti. All'arrivo viene immediatamente alla missione, a darci il suo bimbo. Le sofferenze per cui è passato lo hanno reso incredibilmente forte, quasi insensibile... Dicono che quando il dolore raggiunge soglie massime, non lo si avverte più... Lui è stato uno dei primi... Molti altri sono in viaggio per tornare.... Per tutti loro le promesse del Governo si sono trasformate in incubi. Adesso c'è una terribile domanda: ci saranno ancora aiuti governativi per loro? O sono già stati cancellati dalla lista? Basta poco! Basta poco per aiutarli. Ci stiamo provando... Domenica 25 maggio con gli alunni della scuola, le ragazze dell'oratorio e le mamme abbiamo attraversato con Maria la città. E' Lei, Aiuto dei Cristiani, che ha fatto tutto. A lei ancora una volta affidiamo questa situazione. E affidiamo anche voi e le vostre famiglie. GRAZIE Le suore di Zway: Sr. Giò, Sr. Ines, Sr. Elisabeth, Sr. Nieves, Sr. Elisa Sr. Elisa salsiszway@telecom.net.et |