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Salesian Sisters of don Bosco |
Bollettino
Fame |
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Giovedì 20 Marzo 2003
Abbiamo iniziato a tenere qui alcuni dei bambini piccoli che continuano a perdere peso. In pochi giorni ne è nato un ospedale da campo. Il tutto sotto il tanker dell'acqua che è dietro casa nostra. Abbiamo preparato con dei pali e alcuni teli un piccolo riparo dal sole. E adesso non sappiamo neppure quante mamme ci sono (30? O più?). Naturalmente tutte hanno i loro bambini: quello che sta male e i fratellini.... Adesso la cosa ci prende parecchio. Non possiamo non seguire in modo adeguato... Perchè sono tutti bambini a rischio e, se dipendesse dalle madri, sarebbero capaci di starsene lì tutto il giorno senza far niente. Perchè con tutti quei bimbi malati bisogna avere 10 occhi: un niente e potrebbe essere una epidemia. Non siamo attrezzati. Non abbiamo disinfettanti da spargere alla sera. E durante il giorno tra vomiti e diarree non so cosa non c'è. Ieri credo che abbiamo distribuito qualcosa come 100 litri di sali per diarrea. Ma oggi quasi nessuno ce l'aveva. Controlliamo il peso tutte le mattine. E, pure avendo cibo a disposizione e cure, i bimbi diminuivano invece di crescere... Fino a che... abbiamo capito la faccenda della diarrea. Non solo... Abbiamo anche capito che le mamme erano convinte che se i bambini (o loro stesse) bevevano, poi avevano ancora più diarrea. E così cercavano di evitare... L'unica cosa era star lì noi: almeno ci ascoltano quando diciamo loro qualcosa... Una giornata intera proclamando: "Se c'è diarrea, niente latte ma sali. Niente diarrea, latte!". E poi... da una parte i bambini che muoiono e dall'altra il governo che non solo non si interessa ma mette i bastoni tra le ruote. Lunedì mattina è arrivata una bambina di due anni da Bulbula. In uno stato incredibile. E' entrata. Tutte le donne sono corse a vedere. Ci hanno chiamato. Mentre correvo a cercare un po' di sale e zucchero per dare qualche forza, la bimba è morta. Mercoledì mattina un'altra bimba. Pressapoco la stessa età. Aveva già gli occhi girati indietro. Dopo pochi minuti era già morta. Aveva la malaria dallo scorso sabato. E' troppo. E' più che sufficiente vederne uno per star male per una settimana. Due, uno dopo l'altro, è troppo. E dall'altra parte il Governo. La mamma di sr. Giò ha spedito del latte in polvere per bambini piccoli. E' fermo alla dogana. Ci chiedono di pagare le tasse. Abbiamo fatto il progetto per il feeding programme. In modo da non essere più "illegali".... Ma, in ogni caso, ci hanno detto che il latte non è un bene per l'emergenza fame che può essere esonerato dalle tasse (è per questo che anche per la faffa, fanno fatica a produrla e a darcela: avendo dentro anche il latte, viene considerato un bene di lusso per bimbi di "famiglia bene"!). Sr. Giò è andata dapertutto: anche dal presidente della Regione Oromia. Non so se si potrà fare qualcosa. Non volevamo pagare le tasse anche per una questione di principio: stiamo facendo quello che loro stessi non si sono ancora messi a fare (e mai faranno): per i loro bambini, per salvarli, ect.... Alla sera siamo tutte stanche morte e spesso si fa fatica persino a coordinare. Ma è per questi bambini. Lo si fa per loro. Perchè possanno vivere. Chissà quanti bambini sono in pericolo lontano dalla missione.... Adesso stiamo studiando come riuscire a raggiungere anche loro. Vediamo... Quello che stiamo facendo, lo facciamo di cuore. Per i bambini. Davvero c'è bisogno. Sr. Elisa salsiszway@telecom.net.et |