Salesian Sisters of don Bosco

Bollettino Fame
6 Marzo 2003


Giovedì 6 Marzo 2003

Maryiam: una storia comune di questi tempi

Da diverse tempo non mandiamo notizie. Siamo troppo prese...
Una emergenza, se è vera emergenza, non lascia troppo tempo libero.

I numeri, inutile ripeterlo, stanno crescendo ancora. Ormai siamo quasi a 7000 persone.
Crescono anche i bambini che non ce la fanno e quelli che stanno proprio male. La gente è stanca. Il fisico sta diventando sempre più debole e mamme e bambini spesso non ce la fanno a ritenere il poco che mangiano.

L'altro giorno è morta una bimba. Stava venendo al feeding programme già da diversi mesi. La mamma le dava qualche cucchiaiata dalla ciotola di faffa. Poi, velocemente, versava il resto in un contenitore di plastica che portava con sè nella borsa di paglia intrecciata. E finiva di mangiare la propria ciotola di faffa. Il latte lo portava a casa in una bottiglia: quasi una bottiglia piena. Forse un litro e più. Si sa, la donna adetta alla distribuzione ha anche lei le sue preferenze. Non si può fare diversamente. E le donne amano portare contenitori grandi... Nel grande ci sta il poco e anche il tanto...
La bimba (chiamiamola Mariam, un nome che ha un sapore un po' universale) tre mesi fa stava piuttosto benino. Sì, un po' gracilina. Ma si sa... la fame cominciava già a far sentire le sue morse... Un po' di latte avrebbe sistemato il problema. Che impressione quando l'abbiamo rivista due settimane fa. Aveva ancora la forza di star seduta da sola. Ma aveva le gambine come due stecchini: come se non avesse mai mangiato. Abbiamo persino sgridato la mamma, che ha ammesso di portare a casa il cibo per il marito. Si sa com'è, quest'uomo è sempre un po' malaticcio. Potrebbe essere TBC. E poi deve andare in ospedale per i controlli. I soldi del viaggio si mettono insieme vendendo il "coscioro", le gallette che vengono distribuite assieme al latte ai bambini più gracilini. E' un dovere guardare anche il povero marito che, un po' malatino, se ne sta sdraiato tutto il giorno su di una stuoia in attesa che la moglie torni dalla missione con il prezioso latte. L'uomo si sente un po' meglio solo con il latte! La moglie non ha il coraggio di dirgli niente: è lui il capo famiglia, quello che prende le decisioni. E la decisione è chiara: il latte gli fa proprio bene! Meglio di ogni altra medicina!
E la bambina diventa sempre più debole. Alla fine è stata sufficiente un po' di bronchite e la bimba se ne è andata. Ma non è un grosso problema. Il marito sta decisamente meglio. Il bambino più grande, un maschietto, è sano e vispo. Lo stesso va detto dell'ultimo nato, un altro bel maschietto che ha reso l'uomo fiero della propria moglie. E' morta la bimba. Non è un grosso problema. Non è la figlia che ha il dovere di prendersi cura dei genitori quando diventano anziani.
La figlia non è un investimento. Se la si manda a scuola, è a vantaggio solo della famiglia del futuro marito di lei: non ne vale la pena. E' mancata una bimba. Adesso è una bocca in meno da sfamare. E il prossimo anno la si può rimpiazzare con un altro bimbo: speriamo sia un altro maschio!

Sr. Elisa
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