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Salesian Sisters of don Bosco |
Bollettino
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Martedì 28 Gennaio 2003
Carissimo amico, le suore e la gente di Zway desidera mandarti un enorme grazie per la tua generosità nei confronti dei nostri bambini! Il programma nutrizionale sta crescendo in modo instancabile. Ogni giorno c'è una lunga fila di nuove donne con i loro bambini....: la mamma tiene in braccio l'ultimo nato e ha attorno a sè tutti gli altri... E' simpatico quando le si chiede di far vedere i propri figli... E in pochi secondi te li mette tutti in fila, uno dopo l'altro, in scala dal più grande al più piccolo... Chiedono, chiedono, chiedono... perchè è una sicura speranza: qui ce la possiamo fare ad arrivare all'anno prossimo, al prossimo raccolto. Abbiamo scelto di prendere solo le mamme e i loro bambini, i più deboli. Gli uomini possono cercare da soli... Nella tradizionale cultura etiope, gli uomini siedono a tavola da soli, serviti dalla moglie. Le donne e i bambini mangiano dopo... (quello che resta, se ne resta....). Quando la donna viene accettata nel programma di alimentazione, riceve una piccola tessera di cartoncino con il suo nome, il sesso, l'età. Si scrive anche il numero della tessera degli altri membri della famiglia. Alla missione abbiamo creato uno schedario con gli stessi dati e, inoltre, la foto della persona (per evitare che le tessere vengano "rubate" sono state "personalizzate" con la foto tessera). Verso le 5 del mattino si inizia ad accendere il fuoco per far bollire l'acqua per la faffa. Bertukan, una giovane ragazza piena di energie, arriva alle 6,30 per preparare i primi pentoloni di faffa. Allo stesso tempo iniziano ad arrivare anche le prime mamme: vogliono evitare lunghe file d'attesa sotto il sole. Verso le 7 i primi entrano, facendo vedere la propria tessera celeste. E' bello vedere la veranda affollata di mamme e bambini, tutti con la loro scodellona di faffa. La fila della gente scorre velocemente... In tutta la missione sono in funzione 6 punti di cottura, con 6 mega-pentoloni (40 / 50 litri ciascuno)... Due uomini corrono da un posto di cottura all'altro per raccogliere la faffa pronta e farla arrivare al punto di distribuzione. Adesso abbiamo anche il problema della legna... Alcuni dei punti di cottura sono costituiti da una pentola appoggiata su delle pietre... Facile immaginare che la dispersione del calore e quindi il consumo di legna è molto più elevato di dove riusciamo a usare una cucina a legna (naturalmente fatta arrivare - nel passato - dall'Italia...). La fila continua inninterrotta fin verso le 5 o 6 di sera... Una scodella di faffa ciascuno (500 gr.)... Non riusciamo a preparne una seconda da portare a casa. E' bello vedere la soddisfazione degli ultimi, quelli che hanno la gioia di poter ricevere una seconda scodella di faffa "avanzata". In questo caso sì che si mangia bene!!!! Qualcuno ha portato da casa il cucchiaio di corno di bue, qualcuno ha trovato qualche altro utensile che può servire all'uso. Qualcuno ha la fortuna di avere un cucchiaio di acciaio... Magari uno o due, per tutta la famiglia (in Etiopia la gente mangia con le mani: non c'è altro modo di poter mangiare l'enjera e il wott, il largo pane sottile e rotondo, cotto sulla piastra, sul quale si versa un sugo piccantissimo). E chi non ha il cucchiaio, sa come organizzarsi.... con le dita!!!! Sono graziosissime le scenette di bimbe di 4 o 5 anni che si danno da fare per imboccare il fratellino di 2!! Lo fanno con una serietà e un impegno incredibili per la loro piccola età. "La necessità aguzza l'ingegno", recita un vecchio adagio. Ha dell'incredibie constatare la maturità e la capacità di autonomia di queste bimbe: piccole "mamme" in miniatura!!!! I bambini più macilenti ricevono la loro bottiglia di latte e le gallette per il resto del giorno. Per gli altri sembra che per adesso la faffa sia sufficiente. E' bello vedere come le faccette dei nuovi, giorno dopo giorno, comincino a diventare un po' più "piene". Basta così poco per salvare una vita!!!! Una scodella di faffa (500 gr.) al giorno e sembra che riescano addirittura a riguadagnare peso!!!! In contemporanea il dottore è all'opera, con il suo occhio clinico... Sr. Ines attende i suoi pazienti in infermeria: pesa i bimbi più macilenti, li manda per fare degli esami medici alla clinica privata più vicina, dà le medicine... E' lei il "mago" della situazione, la persona chiave, il cuore di tutto... Quanti ne ha salvati da quando è in Etiopia? A Dilla, la missione dove era stata per ben 13 anni, tutti la conoscevano e lei conosceva tutti... Arrivano e vanno dritti dritti da lei... Di questi tempi è aiutata da una infermiera che le autorità locali hanno messo a sua disposizione. Da una settimana c'è anche Bill, un medico americano, che si fermerà per tre mesi. Il primo giorno è stato un disastro: secondo la sua opinione (non da disprezzare) tutti i bimbi avrebbero dovuto ricevere un litro di latte da portare a casa per la giornata... Povero Bill: dai vertici della società americana alla più indefinibile miseria di un angolo di Etiopia in tempi di fame... Il salto è stato troppo grande... Anche Bill è dell'opinione che almeno 80% delle malattie sarebbero curabili a colpi di scodelle di faffa e cure di vitamine!!!! Ancora una volta resta vero che il modo migliore di risolvere i problemi più difficili sono le soluzioni più facili: cibo, in questo caso! Le autorità locali sono molto grate per quello che si sta facendo. Un giorno è arrivato il governatore con tutti i suoi collaboratori. E' rimasto ammirato per quello che si sta facendo. Al seguito aveva anche un giornalista che ha iniziato a parlare per radio del lavoro delle suore di Zway... La cosa ci dispiace molto: adesso in troppi sanno che, alla missione, una scodella di faffa la possono sempre trovare! Purtroppo in questa zona il Governo non ha ancora iniziato nessuna distribuzione di cibo. La missione è - a distanza di quasi 4 mesi dall'inizio della crisi alimentare - l'unico punto di riferimento. Ancora una volta la burocrazia ha colpito lasciando il segno... Coloro che erano responsabili di sondare il problema e di farne relazione, hanno fatto pervenire i dati con eccessivo ritardo. Zway, quindi, a tutt'oggi non compare nella lista delle aree colpite dall'emergenza. E dire che i raccolti sono andati persi per circa il 90%!!!! Ringraziamo i volontari che si stanno dando da fare per aiutarci: Max, giovane ingegnere canadese; Regina, studente tedesca; Maura, regista americana; Bill, medico americano; Chris, giovane commercialista americana; Hanna, giovane spagnola. Prima di loro sono già passati Mauro, italiano, e Clara, spagnola. Senza di loro sarebbe impossibile riuscire a portare avanti le normali attività scolastiche e educative e far fronte alle enormi esigenze della emergenza fame! I numeri crescono, ma non possiamo farci nulla: la morte non è una eventualità lontana... Si sente "di casa" da queste parti... E in questi tempi sta diventando una realtà decisamente incontrollabile: nessuno ci sa dire quanti bimbi sono già morti per la fame o le malattie conseguenza della fame! Qualche colpo di pala... e tutto si dimentica per sempre... Quando donne vengono per la registrazione e non sanno l'età loro o quella dei loro figli (capita che ne dimentichino qualcuno anche...). Spesso le aiutiamo registrando in modo "logico" i bimbi, chiedendo le età (approssimative) del più grande e del più piccolo, e distribuendo gli altri nel mezzo... Non posso dimenticare l'impressione di quella donna, ancora giovane, che aveva dei figli di 15, 13 e 10 anni. E poi altri di 4 e 5 anni... Non sapeva bene la loro età... Tentando di aiutarla volevo "colmare" il buco...: "No, - mi risponde come descrivendo una cosa naturale - quelli in mezzo sono morti!". La maggior parte di queste mamme ha perso un bimbo, qualcuna più di uno... Grazie a chi ci sta dando una mano. Si tratta di "ridonare"la vita a chi era quasi sicuro di non potercela fare... Tutti quelli che hanno dai 20 anni in su ben ricordano cosa ha significato la famosa fame del 1984! Grazie perchè stai dando vita!!!! Il Signore benedica te e la tua famiglia! le suore di Zway, Sr. Giò, Sr. Ines, Sr. Nieves, Sr. Elisabeth, sr. Elisa Sr. Elisa salsiszway@telecom.net.et |